Eventi

4 dicembre 2017: il prof. Giorgio Nardone sarà protagonista a Palmanova di un dialogo sul tema “Prometeo tra virtù e virtuosismo”“

Nardone a Palmanova

Seminario gratuito: “Comunicare per cambiare se stessi e gli altri”

sabato 11 novembre 2017- Libreria per l’anima (via Pordenone, 58 Udine)

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Serata informativa: Dimagrire mangiando

venerdì 15 aprile 2016- Udine

 

Sportello di Ascolto Psicologico in Farmacia

Se desideri incontrarmi per un COLLOQUIO INFORMATIVO GRATUTITO sarò presente presso la Farmacia Fornasaro di Cividale tutti i martedì pomeriggio dalle 17.30 alle 19.30.

La farmacia si trova in Corso Giuseppe Mazzini, 34, 33043 Cividale del Friuli UD, Italia

Ti piacerebbe fissare un appuntamento? Scrivimi pure una mail compilando il modulo seguente:

 

Programma Convegno

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Suggestioni post-convegno

Immaginiamo di dover preparare un discorso per un importante convegno al quale siamo stati invitati in qualità di esperti e di voler proporre un tema che possa catturare l’attenzione del pubblico. L’argomento su cui si incentrerà l’intervento rappresenta ciò di cui ci occupiamo quotidianamente, per cui non avremo difficoltà a selezionare i contenuti da presentare. Durante l’esposizione procede tutto senza intoppi, ma alla fine della nostra presentazione, ci rendiamo conto di non essere riusciti a trasmettere ciò che avremmo desiderato. Si tratta di un lavoro che ci appassiona, ma non siamo stati capaci di coinvolgere l’uditorio che ha mostrato segni di scarsa attenzione ed interesse durante il nostro discorso. Che cos’è andato storto? Perché non siamo riusciti a realizzare un’adeguata performance?

Anche se comunichiamo continuamente, abili comunicatori non si nasce, ma si diventa. Spesso non ne siamo consapevoli, ma ogni nostro gesto, anche quello apparentemente più impercettibile, svolge una funzione comunicativa;  persino il silenzio o l’assenza di comunicazione. E’ impossibile non comunicare, come afferma Paul Watzlawick nel famosissimo testo Pragmatica della comunicazione umana. Dal momento che quando interagiamo con un’altra persona è inevitabile influenzarla ed esserne influenzati, possiamo decidere se lasciare al caso il potere della nostra comunicazione o se assumerne il controllo in prima persona.

L’arte del comunicare efficacemente non sta solo nelle parole, in cio’ che viene detto, bensì nel modo in cui si comunica. In tutto ciò che ha a che fare con le componenti non verbali (come l’espressione del volto, lo sguardo e la gestualità) e paraverbali (come il timbro, il tono, le pause e il volume della voce); con aspetti meno evidenti e più sottili rispetto al linguaggio verbale, in grado però di influenzare potentemente chi ci ascolta, fin dai primissimi istanti.

Siamo in grado di riconoscere immediatamente un buon oratore e decidiamo in pochissimi minuti se accordare o meno la nostra fiducia a chi ci sta parlando. La prima impressione può essere sbagliata, ma è quella che conta; dato che siamo naturalmente portati a confermarla, piuttosto che a metterla in discussione. Inoltre, le nostre capacità attentive, di per sé già limitate, si riducono ulteriormente se chi comunica non lo fa in maniera adeguata. Ciò che conta non è tanto cosa diciamo, ma come lo diciamo.

Mentre ascoltiamo qualcuno parlare, anche se spesso non ne siamo consapevoli, siamo maggiormente influenzati da tutto ciò che passa al di sotto del canale verbale. Tuttavia, se dobbiamo preparare un discorso, abbiamo la tendenza a concentrarci esclusivamente sul  contenuto di ciò che vogliamo dire; sottovalutando ad esempio il potere dello sguardo, del tono e del ritmo della voce o della gestualità. Tutti elementi che influenzano il grado di interesse di chi ci ascolta. In genere, siamo poco abituati a prestare attenzione alla componente non verbale della comunicazione, ma questo condiziona considerevolmente la possibilità di entrare in relazione con l’altro e di utilizzare appieno le potenzialità di tutti e tre i canali comunicativi: verbale, non verbale e paraverbale.

“Si comunica per informare, aggiornare, istruire, organizzare, persuadere, motivare, curare, guidare, oltre che per cambiare le persone e noi stessi” (G. Nardone). Conoscere e saper utilizzare i meccanismi della comunicazione ci consentono una migliore conoscenza non solo degli altri ma anche di noi stessi; offrendoci la possibilità di diventare osservatori attivi e protagonisti del nostro destino.

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