E tu mangi consapevole? L’articolo di Staresani sulla serata

Successo con oltre 150 persone all’evento made in Friuli, “… e tu, mangi consapevole?”, organizzato dalla nutrizionista biologa Marta Ciani e dalla psicologa del Centro psicologico di terapia strategica Annalisa Poiana in collaborazione con Staresani.

Insegnare a tutti come mangiare in maniera consapevole. Senza abbuffarsi e senza ingurgitare cibo-spazzatura che distrugge il corpo e la mente. Mangiare Meditando, Eating consciounsly, ovvero il progetto educazionale incentrato sulla nutrizione consapevole, è finalizzato a responsabilizzare i cittadini con il quesito provocatorio: “…e tu, mangi consapevole?”.

“Nella mia esperienza clinica – spiega la nutrizionista Ciani – mi sono resa conto che moltissime persone pensano di mangiare quello che vogliono, in realtà sono profondamente condizionate dalla pubblicità, dai marchi industriali che ti ‘impongono’, magari in maniera subdola, che cosa mangiare;di fatto non sono libere nella scelta che, spesso, è incontrollata ed automatica”.

Da questa premessa e dalla constatazione di come sempre meno tempo e sempre meno qualità vengano riservate al ‘momento del nutrirsi’, l’esperta ha deciso di avviare un percorso di consapevolezza alimentare anche a Udine, insieme alla psicologa Annalisa Poiana. E’ stato possibile apprendere le regole fondamentali per imparare a nutrire il nostro corpo e non lasciarsi dominare da logiche massificanti e di mercato che, molto spesso, non sono salutari: “Non c’è neppure la consapevolezza di quanto il cibo possa incidere sulla nostra salute, sul nostro umore e comportamento. Molte volte l’attivazione della fame avviene non per un’effettiva esigenza fisica, ma è dovuta allo stress, a disagi, a sconfitte che fanno azionare la richiesta, disfunzionale, di fame”, spiega Ciani. Ed ecco perché si ingurgita, senza alcuna consapevolezza sulle cause e sulle conseguenze, tutto ciò che il sistema industriale ci propone: hamburger, surgelati da friggere, grassi, merendine ipercaloriche, snack ripieni di tutte le schifezze, formaggi colanti l’unto, gelati, caramelle colorate per ogni gusto, superalcolici. La verità? “Siamo troppo pigri e troppo inconsapevoli per riuscire a scegliere un’alimentazione veramente nostra ed autenticamente libera!”.

“Mangiare meditando” insegna, anche grazie alla pratica, ad alimentarsi e bere con la consapevolezza di ogni morso e di ogni sorso in modo che si ponga maggiore attenzione alla scelta dei cibi che finiscono sul nostro piatto e alla presa di coscienza delle qualità non nutritive di alcuni cibi. Il primo passo è la consapevolezza: sapere che cosa fa oggettivamente bene e male alla salute, successivamente, a selezione effettuata, “il cibo effettivamente sano ci sembrerà molto più buono e servirà molto di meno per saziarci, con l’ovvia conseguenza del contenimento del peso”. In questo modo si riuscirà a contrastare la fame-nervosa o la fame-emotiva: si ha realmente fame oppure abbiamo vuoti che pensiamo di saziare con il cibo? Oppure all’origine ci sono stanchezza, noia, nervosismo che pensiamo di scacciare mangiando di fretta e in modalità riempimento automatico dello stomaco? Chi mangia troppi grassi, ad esempio, lo fa in quanto il grasso rappresenta quella ‘corazza psichica’ nei confronti di problematiche affettivo-relazionali, ha spiegato la psicologa Annalisa Poiana.

Irene Giurovich

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