I segnali per smascherare un disturbo alimentare

I disturbi dell’alimentazione – anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder, BED) – sono uno dei problemi di salute più diffusi in età giovanile, soprattutto nelle ragazze, con un’età di esordio sempre più precoce (in genere compresa tra i 15 ed i 19 anni). Nonostante siano così diffusi, spesso è difficile cogliere i segnali di un disturbo alimentare.

La maggior parte delle giovani con un disturbo alimentare non riceve una diagnosi e un trattamento adeguati. Molti casi arrivano all’osservazione clinica dopo una lunga storia di malattia, quando è più difficile ottenere una guarigione e il problema rischia di cronicizzarsi.

L’identificazione precoce del disturbo, attraverso la rilevazione di alcuni segnali, è però importante al fine di una sua rapida remissione poiché, più precocemente si inizia un trattamento, maggiori sono le possibilità di successo.

Alcuni segnali di allarme possono essere correttamente individuati dai familiari stessi. Il Ministero della Salute ci invita a considerare i seguenti aspetti come possibili indicatori dell’insorgenza o della presenza di un disturbo dell’alimentazione:

  • grave perdita di peso
  • paura irragionevole di ingrassare
  • preoccupazione intensa per il peso e le forme del proprio corpo
  • amenorrea (assenza del ciclo mestruale) da almeno 3 mesi
  • presenza di digiuni, dieta ferrea o abbuffate
  • comportamenti di controllo del peso
  • evitamento dell’esposizione del corpo
  • ansia o sbalzi d’umore
  • disturbi gastrointestinali
  • isolamento sociale

La sfida più impegnativa per un genitore è rappresentata dal fatto che, almeno inizialmente, il figlio nega di avere un disturbo e rifiuta qualsiasi forma di aiuto. Una percentuale bassissima di pazienti con disturbi alimentari chiede direttamente aiuto ai propri genitori o accetta di farsi aiutare. Il supporto del medico di base o di un terapeuta esperto nel trattamento di queste problematiche è fondamentale per iniziare ad agire.

In genere chi soffre di anoressia o di bulimia non vuole parlarne con gli altri poiché si vergogna o perché teme che qualcuno possa assumere il controllo della propria alimentazione. La conseguenza di questa paura è rappresentata dal tentativo di nascondere, minimizzare o negare il problema e dalla manipolazione dei propri familiari al fine mantenere inalterata la situazione.

Spesso i familiari diventano complici inconsapevoli del problema cedendo ai ricatti emotivi di una figlia che non intende modificare il proprio regime alimentare e nega di avere un problema.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che coloro che manifestano un disturbo alimentare non andrebbero criticati o giudicati per il proprio comportamento. I familiari non dovrebbero nemmeno insistere affinché il figlio riprenda a mangiare “normalmente”, perché questo non farebbe altro che aumentare la sua resistenza e opposizione al cambiamento.

Il supporto di tipo psicologico può essere molto utile per aiutare il figlio ad analizzare il significato del suo comportamento e a valutare i vantaggi e gli svantaggi che ha ottenuto dalla perdita di peso e che potrebbe ottenere da un eventuale cambiamento, al fine di motivarlo ad intraprendere al più presto un percorso di cura.

In questa fase così delicata per l’equilibrio familiare, i genitori non possono essere lasciati soli nella gestione del problema, ma necessitano di un supporto psicoeducativo al fine di ricevere alcune informazioni di base sul funzionamento del disturbo che ne consenta una migliore gestione quotidiana. E’ inoltre opportuno che i familiari abbiano la possibilità di esporre le proprie difficoltà nei confronti del problema e che si sentano pienamente coinvolti nel trattamento; che si sentano rassicurati e alleviati dal senso di colpa. La collaborazione di un familiare può essere particolarmente utile anche nel caso in cui il paziente dovesse rifiutare o abbandonare la terapia.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...