La maschera dell’anoressia

L’anoressia è sicuramente il disturbo più conosciuto tra i disordini alimentari, ma anche il più difficile da comprendere. E’ complicato cogliere la logica nascosta dietro un problema all’apparenza così assurdo e incomprensibile che lascia tutti spiazzati, in primo luogo i genitori. Sono proprio i familiari i primi a non riuscire a comprendere cosa stia succedendo al figlio e, proprio per questo, a sentirsi i diretti responsabili di una sofferenza di cui ricercano possibili cause o colpevoli.

La complessità di questo disturbo pone numerosi interrogativi sulle sue origini e sui suoi possibili sviluppi. Non esiste un’unica teoria che riesca a spiegare i vari modi in cui questo disagio può manifestarsi ed evolversi nel corso del tempo. Da ciò deriva che anche la prospettiva di interpretazione proposta in questo articolo, debba essere considerata come la semplificazione di un disagio psicologico molto più complesso ed articolato.

L’origine del disturbo può essere del tutto casuale e incerta. Difficile  individuare un’unica causa che abbia dato inizio a tutto il problema. Quel che è sicuro è che in poco tempo il demone dell’anoressia si impossessa della vita della persona spingendola molto vicina al limite con ciò che è mortale.

Il tutto può avere inizio dall’incapacità nel gestire la propria estrema SENSIBILITA’ e la sofferenza che deriva dal fatto di non sentirsi completamente riconosciuti e compresi per ciò che si è. Questa sofferenza genera un primo grande DUBBIO su di sé e sulle proprie capacità. Il dubbio può spingere l’adolescente a compiere una PROMESSA : “Prometto a me stessa di non ascoltarmi per non soffrire più e di fare tutto il possibile per uniformarmi al modello che ho in mente”. Da questo momento in avanti ha inizio una sorta di ADDESTRAMENTO, attraverso la negazione delle fame e il rifiuto dei propri limiti fisici, che ha come obiettivo la costruzione di una nuova identità, libera dai vincoli imposti dal proprio corpo e dai legami sociali (in primo luogo da quelli familiari). Alla ricerca di una nuova identità molte ragazze finiscono per indossare  tutti i giorni delle MASCHERE con le quali affrontano il mondo. In poco tempo è come se un SOSTITUTO si impossessasse dei loro pensieri e del loro corpo, assumendone totalmente il controllo, rendendole irriconoscibili a genitori, fratelli, parenti, insegnanti ed amici.

Il successo nel riuscire a controllare la fame è vissuto come una prova del proprio valore personale  che illude la persona di essere più forte e sicura di sé, padrona della propria vita e del proprio destino;  che le fa credere di essere più importante, unica e speciale per il solo fatto di riuscire dove la maggior parte delle persone fallisce.

Il disturbo si impossessa della loro vita e dei loro pensieri, mantenendo la mente nell’illusione di avere il completo controllo su di sé, ma allo stesso tempo indebolendo e facendo ammalare il corpo.

L’aiuto di tipo psicologico è molto utile nei casi in cui ci si accorge che non è possibile liberarsi da questo disturbo con le proprie forze, ma che è necessario l’aiuto di un esperto per riuscire a sbarazzarsi della maschera e riprendere il possesso della propria vita.

 

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