10 (più uno) validi motivi per diffidare dalle diete ipocaloriche

E’ scientificamente provato che quasi mai le diete fanno dimagrire, semmai inducono le persone ad aumentare di peso e a convincersi sempre più, come se si trattasse di un dato di fatto, di essere naturalmente grasse e di non poter fare nulla per modificare questa condanna biologica iscritta nel proprio patrimonio genetico, con la quale sono e saranno costrette a convivere per tutta la vita.

Prima di descrivere i motivi per cui sconsiglio alle persone di mettersi a dieta, vorrei definire bene che cosa si intende per dieta ipocalorica. Qualsiasi piano alimentare che preveda un apporto energetico inferiore al proprio fabbisogno calorico è considerato una dieta ipocalorica. Se il regime alimentare che abbiamo scelto di seguire prevede di poter mangiare a sazietà alcuni cibi, ma allo stesso tempo ne esclude totalmente altri (come accade nelle diete iperproteiche o monocibo) sappiate che sempre di dieta ipocalorica si tratta.

Con il termine dieta mi riferisco a qualsiasi regime alimentare che prescriva una riduzione delle porzioni di cibo ad ogni pasto, una severa restrizione calorica e una rigida limitazione nella scelta di alcuni cibi: pane e pasta, dolci , grassi e così via.

Per chi non vuole andare incontro ad un altro fallimento assicurato, è necessario adottare un modo diverso per essere in forma e stare in salute che consenta di gustare il buon cibo, dilettarsi in cucina e godersi la vita in compagnia degli altri.

Le diete non sono la soluzione, ma il problema per chi desidera dimagrire

 

 

At Waldorf's

 

10 validi motivi per stare alla larga dalle diete:

 

 

 

1. Le diete restrittive rappresentano uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di un disturbo alimentare: anoressia, bulimia, binge eating disoder (ovvero disturbo da alimentazione incontrollata) (Ostuzzi, Luxardi, Un boccone dopo l’altro. Come aiutare i ragazzi con problemi di peso, 2007)

2. La muscolatura deperisce velocemente ma il grasso rimane: perde peso non equivale a dimagrire, ovvero consumare la massa grassa. Inizialmente si perdono liquidi e massa muscolare (ciò che ci serve per consumare energia).Meno muscolo equivale a consumi ridotti. (Speciani, DietaGIFT. Il metodo per dimagrire e star bene dimenticandosi le calorie, 2009)

3. Introducendo meno cibo il corpo risponde rallentando il proprio metabolismo. In poche parole se mangio meno, mi abituo a consumare sempre meno. L’organismo si difende rallentando il proprio metabolismo in risposta al ridotto introito calorico che viene scambiato come un segnale di scarsa disponibilità di cibo (come se si trattasse di una vera e propria carestia da cui proteggersi per sopravvivere mettendosi in standby). (Speciani, DietaGIFT. Il metodo per dimagrire e star bene dimenticandosi le calorie, 2009)

4. Si innesca il meccanismo dello yo-yo.Ogni periodo in cui perdo peso perché sono a dieta seguito dal recupero di tutti i chili persi (e spesso di qualche kg in eccesso) ci allontana sempre più dalla possibilità di raggiungere e mantenere nel tempo un peso stabile, senza oscillazioni continue. Il continuo saliscendi di peso sulla bilancia rende sempre più difficile perdere peso con il passare degli anni. (Dalla Grave, Perdere peso senza perdere la tesa. Il peso ragionevole in 7 passi, 1999)

5. Alla lunga si finisce per cedere. Le diete che si basano sul sacrificio e sul controllo forzato delle calorie sono insostenibili a lungo termine: ad un certo punto la forza di volontà si esaurisce e si finisce per riprendere a mangiare come prima. (Nardone, La dieta paradossale, 2015)

_Se solo potessi mangiare un po' di Nutella_

6. Ci si sente in gabbia.Se anche si dovesse avere successo nel seguire una dieta restrittiva il rischio è quello di diventare persone tristi, nervose, perennemente frustrate perché non si è più liberi di scegliere né cosa mangiare né quanto vorremmo mangiare. Rendere meccanico qualcosa che dovrebbe essere naturale, spontaneo e piacevole significa trasformare il cibo nel nostro peggior nemico. (Carr, E’ facile controllare il peso se sai come farlo, 2011)

7. La probabilità di fallire è altissima. Il problema delle diete non sta nella loro efficacia, ma nel loro mantenimento nel tempo. I dati statistici parlano chiaro: solo il 10% delle persone che ha intrapreso una dieta riesce a metterla in pratica e a mantenerla nel tempo. Il 90% delle persone recupera il peso perso entro 6 mesi dalla fine di una dieta. (Nardone, La dieta paradossale, 2015)

8. Si sta tentando l’impossibile. Le persone che riescono a seguire con successo una dieta (o che pensate ci riescano) devono sottoporsi ad una severa disciplina. Spesso sono coloro che fanno un mestiere che li obbliga a tenere costantemente sotto controllo il proprio peso (sportivi, modelle, ballerine, attori). Non andrebbero presi d’esempio.(Carr, E’ facile controllare il peso se sai come farlo, 2011)

9.Si finisce per desiderare maggiormente ciò che ci si vieta. Fintanto che si cerca di dimagrire imponendosi di mangiare meno e privandosi dei cibi che più ci piacciono, si rende irrinunciabile ciò che ci se è vietati. (Nardone, La dieta paradossale, 2015)

10. Quando si cade in tentazione ci si abbuffa. Più il limite che ci si è imposti è rigido e più si è portati a trasgredirlo. Niente è infatti più irresistibile di un desiderio da trasgredire. In altre parole, dopo giorni di digiuno e di privazioni, si è più inclini all’abbuffata. (Nardone, La dieta paradossale, 2015)

 

E poi si dovrebbe rinunciare ad aperitivi, cene con gli amici, feste di compleanno e a qualsiasi situazione che potrebbe indurci in tentazione, un altro buon motivo per cui LE DIETE NON POSSONO FUNZIONARE A LUNGO!

 

 

 

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