La forza di volontà non basta a farci cambiare

Le abitudini governano le nostre vite: ci permettono di risparmiare energia e di non pensare continuamente a quello che stiamo facendo, ma a volte finiscono per impedirci di diventare come vorremmo. Per un essere umano decidere di cambiare il proprio comportamento abituale non è sufficiente a realizzarlo.

Questo è particolarmente vero per quanto riguarda le proprie abitudini a tavola e di stile di vita. Voler smettere di mangiare fuori pasto, ad esempio, non basta per resistere alle tentazioni del cibo ed essere in contraddizione con se stessi è una regola, non un’eccezione. Quante volte abbiamo preso la decisione di praticare uno sport ma poi di fatto non ci siamo mai iscritti in palestra?

La forza di volontà può esserci senz’altro d’aiuto se la teniamo in allenamento, ma ad un certo punto si esaurisce e finiamo per cedere, tornando a fare quello che abbiamo sempre fatto. Alla fine prevalgono le abitudini più forti, talmente consolidate da non esserne nemmeno consapevoli.

Essere troppo severi con se stessi è spesso controproducente quando si vuole cambiare, così come avere fretta: per acquisire o perdere delle abitudini, buone o cattive che siano, può essere necessario molto tempo. Inoltre è fondamentale saper accettare qualche ricaduta come parte integrante del percorso verso la meta. Perciò se ad esempio mangiamo correttamente ai pasti da un mese e sgarriamo una o due volte, non dovremmo considerarlo un fallimento.

Formulare dei piani di cambiamento concreti è molto utile. Le persone che imparano a pianificare le proprie giornate sulla base di tre pasti al giorno e a formulare dei piccoli ma concreti obiettivi di cambiamento (come ad esempio andare a camminare tutti i giorni per almeno mezz’ora al giorno), sono quelle che solitamente ottengono i risultati più duraturi.

La forza delle abitudini può essere gestita, dirigendola a proprio favore, se riusciamo a interrompere il meccanismo che scatena in noi una risposta automatica (spesso inconsapevole) di cui subiamo a posteriori gli effetti negativi.

Qualsiasi comportamento abituale, anche quello più a lungo radicato, può essere modificato e sostituito se interveniamo in maniera attiva, attraverso delle strategie mirate che ne interrompano il meccanismo di mantenimento.

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