A ciascuno il suo (compito)

Lo svolgimento dei compiti pomeridiani può essere fonte di notevoli stress e tensioni in famiglia. A soffrirne non sono tanto i bambini quanto i loro genitori che si sentono costretti a occuparsene in prima persona, come se fossero loro a tornare sui banchi di scuola.

Il tempo richiesto ai bambini per svolgere gli esercizi assegnati dalla maestra per il giorno dopo, il fine settimana o le vacanze è un tempo che molti genitori (in particolare le mamme) si sentono in dovere di sacrificare ai propri interessi personali, spesso sostituendosi completamente ai figli svolgendo esercizi, realizzando ricerche o scrivendo temi al loro posto. E’ così che fare i compiti può trasformarsi in una vera e propria tortura non solo per il bambino, ma anche per il genitore che si sente investito del ruolo di “maestro a domicilio”, finendo per esserne prigioniero.

In un interessante articolo recentemente apparso sul Corriere della sera è stata utilizzata l’espressione “genitori spazzaneve” per indicare quella tipologia di genitori, sempre più diffusa ai giorni nostri, che avrebbe la tendenza a “ripulire ogni cosa davanti ai propri figli in modo che nulla possa andare storto e minacciare la loro autostima”. L’articolo mira ad evidenziare la pericolosità di questo modello genitoriale iperprotettivo che danneggerebbe i figli rendendoli incapaci di affrontare le sfide della vita e i possibili fallimenti 

Anche l’aiuto nei compiti, quando è eccessivo e non è richiesto dal bambino, può rappresentare un ostacolo allo sviluppo di una personalità forte e sicura di sé, capace di affrontare le difficoltà con le proprie risorse e di essere in grado di superarle. Si tratta di una forma di deresponsabilizzazione che sottrae fiducia al bambino, lo rende bisognoso delle conferme dell’adulto e sempre più dipendente dalla sua collaborazione. 

Il genitore dovrebbe rappresentare una guida attenta e disponibile, pronta ad offrire il suo aiuto quando necessario, lasciando però il bambino libero di mettere alla prova le sue capacità e di sperimentare se stesso. Al fine di favorire una maggiore autonomia, l’adulto dovrebbe offrire il suo supporto solo all’inizio e alla fine delle attività, restando in disparte durante il loro svolgimento per fare in modo che il figlio possa mettere in pratica le risorse di cui dispone senza ricorrere immediatamente all’“aiuto da casa”. I genitori dovrebbero ricordare che si apprende veramente qualcosa solo sperimentandolo in prima persona e si acquisisce fiducia in se stessi solo affrontando delle sfide.

Le eccessive attenzioni nei confronti del momento dedicato ai compiti, sono in genere accompagnate da un lato da continue esortazioni alla precisione e all’ordine sul quaderno (“Scrivi bene”) e dall’altro da incessanti raccomandazioni alla rapidità (“Muoviti a finire”). Frequente è il ricorso a minacce, ricatti o punizioni di fronte all’indolenza del figlio che si distrae, perde tempo e commette continui errori.  Esortazioni, raccomandazioni, insistenze sull’obbligo di finire i compiti contribuiscono a creare un clima di tensione in famiglia e mal predispongono il bambino ad affrontare l’impegno scolastico, diminuendo la fiducia nelle proprie risorse e la capacità di organizzazione autonoma.

Se l’origine delle difficoltà scolastiche dei bambini non andrebbe attribuita ai genitori, ritenendoli (come erroneamente si è portati a fare) i diretti responsabili delle problematiche dei figli, un genitore ha un ruolo di primaria importanza nell’educazione scolastica di un figlio. Con il suo comportamento può trasmettere l’interesse e la passione per lo studio o al contrario contribuire a rafforzare l’idea che la scuola sia un pesante obbligo al quale non ci si può sottrarre.

Dato che semplificare la vita ai propri figli, offrendo loro eccessivi aiuto e protezione, non fa altro che alimentare le loro insicurezze e incapacità, per contribuire ad accrescere l’autostima di un bambino, è necessario che un genitore riesca a:

Creare ogni giorno al figlio una piccola prova da poter superare (G. Nardone)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...