Le tue parole fanno male, possono ferire o farmi ragionare

Essere consapevoli del potere delle parole ci consente di ottenere considerevoli miglioramenti nei rapporti con gli altri. Se comunicare con chi la pensa come noi non ci crea problemi, come riuscire ad esprimersi efficacemente con un interlocutore che non condivide i nostri stessi valori o ha una visione completamente diversa dalla nostra?

Certi modi di comunicare consentono di avvicinarsi alle persone, facendole sentire ascoltate, accolte, comprese, ma ci sono parole che hanno il potere di aumentare le distanze, innalzare barriere, ferire o spingere la relazione al punto di rottura.

Senza rendercene conto utilizziamo spesso le parole per giudicare chi non si comporta in modo conforme a ciò che riteniamo giusto. In molte occasioni abbiamo la tendenza a delegare la responsabilità dei nostri pensieri, sentimenti o azioni agli altri, pretendendo che soddisfino le nostre necessità. In altri termini vorremmo che fossero gli altri a cambiare, ritenendoli i diretti responsabili della nostra frustrazione, rabbia o dolore.

Tuttavia se vogliamo che gli altri cambino, dobbiamo essere disposti per primi a modificare l’atteggiamento nei loro confronti. In che maniera? Prestando innanzitutto attenzione al nostro modo di comunicare. Le parole che utilizziamo potrebbero costituire il vero ostacolo alla realizzazione di una comunicazione efficace in ambito familiare, lavorativo o amoroso, impedendoci di soddisfare ciò che desideriamo.

Se siamo insoddisfatti del nostro rapporto conflittuale con un’altra persona, potrebbe essere arrivato il momento di assumerci la responsabilità di ciò che stiamo provando, anziché continuare a delegarle il potere di farci sentire tristi o felici, frustrati o appagati, nervosi o sereni ecc.

Il nostro vocabolario è ricco di parole per esprimere giudizi sulle altre persone, ma è povero di termini per descrivere con chiarezza come ci sentiamo quando i nostri bisogni non vengono soddisfatti. Siamo abituati a chiederci cosa c’è che non va negli altri, anziché riuscire ad esprimere ciò di cui avremmo davvero bisogno per essere appagati.

Il primo passo per trasformare un rapporto insoddisfacente in una relazione che funzioni, consiste nell’iniziare ad osservare l’altro sospendendo ogni giudizio nei suoi confronti, prestando attenzione a come ci fa sentire e a ciò di cui avremmo bisogno per essere soddisfatti. Solo a questo punto sapremo formulare le nostre richieste in un modo chiaro e propositivo ed esprimere quello che veramente desideriamo.

Le parole sono finestre oppure muri,

ci imprigionano o ci danno libertà

(M. B. Rosenberg)

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